mercoledì 9 dicembre 2009

La Rabdomanzia. Parte II: il Pendolo


Sommario:
-Procurarsi un pendolo
-Preparazione all'uso del pendolo
-La pratica vera e propria (Quante cose si possono fare con il pendolo?; Il diagramma delle categorie)
 
Continuando a parlare di Rabdomanzia, affrontiamo in questo post lo strumento forse più famoso e versatile in questo campo: il pendolo.
A dir la verità, non trovavo l'ispirazione necessaria a incominciare questo post, perchè il pendolo mi ha sempre ispirato una certa avversione. Forse perchè va così tanto di moda anche fra chi si approccia in modo superficiale alla Magia e alla Divinazione, spendendo un sacco di soldi per ninnoli new-age superdecorati, senza capire che il suo funzionamento dipende non tanto dalla pietra che vi si trova attaccata, ma proprio dalla forma di questo strumento e dai principi che regolano la rabdomanzia (vedi La Rabdomanzia. I parte: La Bacchetta del Rabdomante).
Però ho dovuto decidermi perchè l'avevo promesso, e per trovare ispirazione sono andata a risfogliare il libro "Segni e presagi" di Sarvananda Bluestone (Edizioni Il Punto d'Incontro), un testo secondo me davvero geniale perchè invita a sperimentare le varie tecniche di divinazione con lo spirito giocoso del bambino che scopre e osserva, sperimenta e inventa. Stupendo! Riguardando il capitolo sulla rabdomanzia (che anni fa mi aveva trasmesso la passione per le bacchette) in questi giorni mi sono dedicata alla pratica del pendolo, perchè prima di scrivere un post su un certo argomento  preferisco sempre sperimentare di persona.

Procurarsi un pendolo 
Se il pendolo è costituito da un filo (di qualsiasi materiale) alla cui estremità inferiore è fissato un peso, per avere a disposizione un buon pendolo basta poco: nel delta del Tonkin, per esempio, le donne usavano legare un anello ad uno dei loro lunghissimi capelli... insomma, basta anche solo avere a disposizione un filo a piombo da muratore per sperimentare la rabdomanzia e la divinazione con il pendolo. Io, lavorando in una rubinetteria, ho portato a casa una piccola sfera di ottone cromato (un componente per montare i "duplex") con un "foro passante" nel centro, vi ho fatto passare attraverso uno spesso filo di cotone, e poi l'ho intrecciato in modo da formare un unico cordino: ecco il mio pendolo.
Una volta che ci siamo procurati il nostro strumento ideale, vediamo come prepararci per utilizzarlo al meglio.

Preparazione all'uso del pendolo
L'altra volta avevo accennato all'importanza del formulare una domanda chiusa, cioè una domanda che abbia per risposta un sì o un no, o comunque una sola fra due alternative possibili. Di conseguenza, è necessario stabilire un'intesa fra noi e il nostro pendolo. Stabilire cioè come si muoverà il pendolo in caso di risposta affermativa e in caso di risposta negativa.
Un ottimo modo per stabilirlo può essere questo:
1)  Sedetevi a un tavolo con la schiena dritta e i piedi ben piantati a terra
2) Arrotolate sul dito indice il filo che sorregge il pendolo.  Appoggiate il gomito sul tavolo in modo che il pendolo non risenta dei movimenti involontari del vostro braccio.
3) Chiudete gli occhi  e rilassate progressivamente ogni muscolo del vostro corpo. Io lo faccio pensando ad essi come a dei palloni pieni d'aria che si sgonfiano. Trovo che sia una visualizzazione molto efficace.
4) Ora, sempre ad occhi chiusi, fate al vostro pendolo due domande che abbiano una risposta palese: la prima deve avere una risposta positiva, la seconda negativa. Per esempio, se indossate un paio di jeans la prima domanda sarà "Ho un paio di jeans?" e la seconda sarà "Ho un paio di pantaloni di velluto a coste?". Aprite gli occhi e guardate come si comporta.
In questo modo avrete stabilito il movimento che il pendolo assumerà quando vi comunicherà un sì e un no: io interpreto un movimento in senso orario come un sì, antiorario come un no. Ma potreste anche scoprire che il vostro pendolo vi comunica con un movimento in avanti-indietro quando la risposta è sì, destra-sinistra quando la risposta è no. Quando il pendolo resta fermo o oscilla in modo differente da quello previsto la risposta potrebbe essere un "Non so".
Allenandovi con quest'esercizio dovrebbe stabilirsi una buona intesa fra voi e il vostro pendolo. Allora potrete incominciare con la pratica vera e propria.

La pratica vera e propria
Per avere buoni risultati l'importante è evitare di farsi condizionare dalle proprie aspettative. Il libro cui ho accennato prima suggerisce che lo stato d'animo ideale per lavorare con il pendolo è quello del bambino in una mattina di Natale, che vede intorno a sè un sacco di pacchetti chiusi e semplicemente si chiede "Chissà che cosa ci sarà dentro?". E poi, prima di cominciare qualsiasi ricerca, ricordate quanto vi può essere utile fare l'esercizio della "Fontana" che avevo descritto in La Bacchetta del Rabdomante .

Io all'inizio avevo qualche difficoltà: non riuscivo a non influenzare il pendolo con le mie aspettative. Ho adottato questo sistema, e per me funziona a meraviglia:
1) Pongo la mia domanda guardando il pendolo, rivolgendomi direttamente a lui
2) Chiudo gli occhi, rilasso completamente i muscoli e penso ancora intensamente alla domanda
3) Sempre a occhi chiusi faccio l' "esercizio della Fontana" per far sì che la mia razionalità si metta da parte lasciando il campo alla mia consapevolezza superiore
4) Dopo un po' riapro gli occhi: il pendolo si sta muovendo, e in tal modo mi fornisce la risposta
Quante cose si possono fare con il pendolo?
Basta un po' di inventiva. Potete limitarvi a utilizzarlo per rispondere semplicemente a domande chiuse di qualsiasi tipo. Oppure potete utilizzarlo come una bacchetta da rabdomante per cercare erbe, funghi, tane di animali, posti dove la gente ha vissuto in passato (vedi sempre La Rabdomanzia. I parte), solo che invece di andare direttamente sul posto della ricerca con il pendolo è possibile lavorare su una cartina geografica o su una mappa locale. Provate in questo modo, e poi andate sul posto a verificare la percentuale dei vostri successi. Non scoraggiatevi, agite con l'ottica dello sperimentatore.
 Il diagramma delle categorie
In "Segni e Presagi" ho trovato un altro modo interessante per divinare con il pendolo: creare una sorta di mappa che illustra un certo ambito della nostra vita. Questa mappa è un diagramma a forma di semicerchio diviso in tanti spicchi, larghi abbastanza da permettere al pendolo di soffermarsi chiaramente su ognuno di essi. In ognuno di questi spicchi scriverete una risposta diversa. In questo modo si potrà porre al pendolo anche una domanda aperta.
Potete creare diagrammi che rispecchino gli aspetti più comuni della vita quotidiana, come amore, lavoro, salute, ecc., ma potete anche cercare di essere più fantasiosi, facendo dei diagrammi che vi aiuteranno a valutare i vostri rapporti con gli altri, o a risolvere problemi anche più prosaici.
Nel libro è riportato l'esempio di Anne Williams, una rabdomante che ha creato un diagramma contenente le varie parti meccaniche di un'automobile. Quando c'è  qualche guasto, in questo modo sarebbe possibile individuare cosa non va nella nostra macchina... Interessante! Inutile dire che è sempre fondamentale, in seguito, verificare di persona (o farlo fare da un meccanico) se le nostre previsioni erano corrette.
Per utilizzare il diagramma è sufficiente appoggiarlo su un tavolo o su una superficie piatta, e tenere il pendolo in modo che il peso sia sospeso sul punto in cui convergono le linee che delimitano gli spicchi. Dopo aver posto la domanda al pendolo, questi dovrebbe oscillare sullo spicchio che indica la risposta.
Io ne ho creato uno per il meteo. Era da sabato sera che le previsioni su internet per Fontaneto d'Agogna davano neve il giorno dopo, ma il mio pendolo dava solo coperto... è da sabato che aspettiamo la neve invano: devo dire che in questo caso la rabdomanzia ha dato dei buoni risultati!

Tutte queste pratiche con il pendolo possono essere considerate con scetticismo finchè non si prende in considerazione che lo scopo della rabdomanzia è, attraverso  qualsiasi strumento che sia in grado di reagire ai movimenti involontari del nostro corpo, quello di cercare nella nostra consapevolezza superiore, che meglio del nostro intelletto intuisce quali sono le risposte a quesiti di vario genere, anche al di là delle nostre conoscenze razionali. Per questo da molti radiestesisti la rabdomanzia, pur non essendo una scienza esatta, viene considerata un metodo di conoscenza universale, adatto ad investigare nel campo della mineralogia e dell'idrologia come nel campo dell'agricoltura e degli affari.

In questi due post sulla rabdomanzia sono stati presi in considerazione la bacchetta e il pendolo, i due strumenti più comunemente associati a questa pratica. Ma in tutti i tempi e in tutto il mondo la rabdomanzia è sempre stata una tecnica di divinazione molto diffusa, considerata molto efficace, e gli strumenti con cui è stata attuata sono estremamente vari e incredibilmente fantasiosi. Nel prossimo ed ultimo post ad essa dedicato passerò in rassegna alcune di queste tecniche affascinanti.

La prima immagine di questo post è stata tratta dal libro di mia proprietà "La radiestesia" di R.P.J. Jurion, edizioni Hoepli. La seconda e l'ultima immagine sono foto scattate da me del mio pendolo rudimentale (ma perfettamente funzionante, e anche molto natalizio!). La terza e la quarta immagine, quelle dei diagrammi, le ho "disegnate" con Gimp. 

4 commenti:

  1. Ho scoperto da poco il metodo col diagramma,ho postato ieri sul forum questo argomento(non proprio di diagramma,ma molto simile) e poi me lo ritrovo qui,segnale in più,che io mi affretti ad ulizzarlo.
    Complimenti,il blog diventa sempre più accogliente.

    RispondiElimina
  2. Grazie!!! Carina l'idea del meteo, vero?
    Ci "azzecco" sempre...
    Si vede che, nonostante in questo secolo ci siamo allontanati dalla dimensione rurale in cui abbiamo vissuto per secoli, siamo ancora in grado di essere in empatia con l'Universo.

    RispondiElimina
  3. E' molto bello questo blog, e trovo molte cose che mi interessano, proprio come il pendolo! Sto provando a divinare con questo strumento da circa 2 settimane, ma niente da fare..c'è qualcuno che da dsrmi una spiegazione? E' normale secondo voi?vi ringrazio!

    RispondiElimina
  4. Ciao Enny!
    Intanto grazie, sono felice che ti piaccia il mio Focolare! E poi...
    In che senso "niente da fare"?
    Nel senso che non riesci a lasciarti andare e a "svuotare" la mente? Oppure ti sembra di non azzeccare mai le previsioni?
    Se provi ad essere un pochino più specifica posso provare a darti una mano...
    In ogni caso prova a dare un'occhiata al post "La Rabdomanzia. Parte I: La Bacchetta del Rabdomante"... c'è l'esercizio della "Fontana" che potrebbe aiutarti molto.
    Ciao, fatti sentire!

    RispondiElimina

Related Posts with Thumbnails